Ancora un anno a tutta crescita per il comparto dei biosimilari, che sembra non conoscere crisi.  

Nel 2025 le 21 molecole biosimilari in commercio (Adalimumab, Bevacizumab, Eculizumab, Enoxaparina, Epoetine, Etanercept, Filgrastim, Follitropina Alfa, Infliximab, Insulina glargine, Insulina Lispro, Natalizumab, Omalizumab, Pegfilgrastim, Ranibizumab, Rituximab, Somatropina, Teriparatide, Tocilizumab, Trastuzumab ed Ustekinumab) hanno registrato una crescita dei consumi del +7% a fronte di una contrazione del - 6,1% delle vendite di tutti gli altri farmaci biologici, scavalcano il parterre dei corrispondenti originatori e assicurandosi quasi il 55% del mercato di riferimento (51,2% nel 2024).

In particolare, sono nove le molecole protagoniste sul mercato nazionale del sorpasso nelle vendite di biosimilare rispetto al biologico originatore, superando oltre l’80% del consumo per molecola. Primo in classifica Bevacizumab biosimilare, i cui biosimilari in commercio hanno assorbito il 99,61% del mercato della molecola a volumi, contro un residuale 0,39% ancora detenuto dal biologico originator.

A dominare il mercato a valori è invece l’Infliximab biosimilare (97,26% del giro d’affari della molecola nel 2025).   

Da punto di vista territoriale sono sei i mercati  in testa alla classifica: prime nel consumo le Marche con una quota di biosimilari pari al 69,7% rispetto al mercato delle molecole di riferimento, seguita da Liguria (oltre il 68%), Valle d’Aosta e Piemonte (65%),  Sicilia (63% ca), Umbria (62% ca.) e  Veneto (61% ca.). Fanalino  di coda la Sardegna (33,3%).

Da segnalare il ricorso a delibere prescrittive per il biologico a minor costo in quasi tutte le Regioni, tranne Abruzzo ed Emilia Romagna.

 

Report Biosimilari 2025